Il punto sullo psichiatria di Benedetto Saraceno

Essendo stato allievo di Basaglia e avendone condiviso la passione innovatrice, lo psichiatra e neurologo Saraceno ha titolo a fornire un bilancio dello status psichiatrico. Non solo, la sua esperienza decennale nell’OMS gli ha consentito di visitare oltre 70 paesi e rendersi conto delle diverse gestioni del problema psichiatrico. Invitato a Torino il 15 Maggio 2019, ha parlato, come suo solito, in modo brillante e schietto. Merita dare conto, sinteticamente, da appunti presi, di alcune sue messe a fuoco:

 

  1. Il DSM (Manuale diagnostico dei disturbi mentali) è considerato dai massimi esperti psichiatrici uno <<zero assoluto>>, ovvero privo di basi scientifiche.
  2. La psichiatria è epistemologicamente povera, certo sono più robuste la pedagogia o la psicologia. Questa povertà forse le appartiene. Non si fa riferimento agli psichiatri, persone che, a modo loro, operano come possono (<<coraggiosi marinai che cercano di dare una mano a chi sta male. Se riescono nell’intento, alla fine non sanno bene come questo è accaduto>>).
  3. Le neuroscienze non ci dicono un gran ché sul confine tra salute e malattia. Più comprendiamo il cervello, più ci si rende conto dell’importanza del fuori, del mondo nel quale stiamo. Diciamo che le neuroscienze stanno svolgendo un lavoro descrittivo di tipo biologico. Esse non curano ma descrivono. Non sappiamo la genesi della malattia mentale. Diciamo che è multifattoriale,bio-psico-sociale, che non vuole dire nulla perché dice tutto.
  1. Qualcosa si può però dire con certezza: che povertà e depressione sono connesse; che le forme psicotiche col tempo impoveriscono le persone perché portano a comportamenti socialmente penalizzanti.
  2. Bassa o nulla la forza riabilitativa delle strutture residenziali. La psichiatria si occupa del trattamento ma non di servizi e del contesto. Mancano le alleanze. Se lo psichiatra si occupa solo di diagnosi e cura fa unacosa miope. Cosa intendere per riabilitazione? Essa dovrebbe puntare alla ricostruzione della santità quotidiana: un po’ di lavoro, qualche relazione significativa, una dimensione domestica, qualche interesse, poter fare allora le cose della quotidianità. Da qui, l’importanza del contesto, che è proprio quanto di più facile a perdersi di vista.
  3. La psichiatria è povera di trattamenti se non ha un contesto, e, alla fine, si curva sul trattamento coi farmaci, anche esponendosi ad un cattivo uso degli stessi. Negli USA, il 63% non avrebbe bisogno dei farmaci che assume. In Francia, il numero di antidepressivi venduti supera quello degli abitanti. Dati che da soli dicono molto.
  4. La fascia più vulnerabile è l’adolescenza, dove non basta inviare esperti. Si dovrebbe invece puntare sul peer learning, che pare assai più efficace. In generale, sappiamo che ci sono innumerevoli malati nascosti e la disabilità intellettuale viene stimata intorno ai 250 milioni nel mondo.
  5. Che fare? Innanzitutto creare spazi di discussione, aprire una stagione di conflitto, dire che i farmaci sono abusati e che il DSM vale poco. Avere il coraggio di dire. A tal proposito, uno psichiatra universitario di Torino, colui che chiuse il manicomio di Collegno, ha preso la parola per domandarsi come mai agli specializzandi in psichiatria non si spiega che l’80% degli antidepressivi non serve a nulla e che gli antipsicotici friggono la corteccia cerebrale? Benedetto Saraceno ha risposto che all’Università c’erano loro e la risposta tocca a loro. Come mai queste cose vengono dette sottovoce?
  6. Dell’inutilità della diagnosi parlava negli anni ’60 Ronald Laing, ora lo dicono i più autorevoli esperti psichiatri. Forse il problema non è se esiste o meno la malattia mentale ma cosa si può fare per ridurre la sofferenza. La prima e più forte risposta è la valorizzazione del contesto e la creazione di community terapeutiche: lavorare in rete, ricostruire la quotidianità (che non vuole dire corsi di pittura o poesia, perché la quotidianità è fatta di altre cose).
  7. Ecco alcuni collegamenti per approfondire: oltre al libro Sulla povertà della psichiatria, i seguenti video: https://www.youtube.com/watch?v=gM22wVQgsVodivisi in 4 parti.