IESA: una sfida all’inverno individualistico

La società dei social e dei like tradisce il suo forte connotato individualistico nella diffidenza e difficoltà, quasi un’incapacità, a stare in situazioni comunitarie, di gruppo, di semplici relazioni. La solitudine divenne un tema esistenziale nello scorso secolo, è il soggetto che si curva su se stesso e abbassa l’orizzonte delle relazioni e del senso dell’esserci. Illusorio coprire la realtà con un frasario giubilante e facilone, meglio, molto meglio imparare a guardarla per quello che è, condizione necessaria per ogni iniziativa o progettualità.

Se consideriamo la proposta di IESA dentro il contesto delineato, ne cogliamo il portato coraggioso, virtuoso, una vera sfida alle tendenze centripete delle soggettività. In breve, la proposta è di accogliere in un nucleo familiare un adulto con disagio psichico. Un progetto di inserimento  preparato, valutato, contrattualizzato e monitorato.  Si è visto che queste persone con disturbi della psiche (le quali hanno spesso alle spalle storie familiari distruttive o percorsi personali fallimentari), reagiscono positivamente all’accoglienza in piccoli contesti caratterizzati dalla spontaneità delle relazioni interpersonali, fino a ridurre il trattamento farmacologico e ad aprirsi a nuovi apprendimenti relazionali e affettivi.

Qualche anno fa visitai dei villaggi primitivi nell’Etiopia meridionale e rimasi sorpreso dall’assenza di privacy (nostro idolo contemporaneo) delle loro capanne. Potevo vedere dall’esterno dove dormivano, come se le singole capanne fossero parte di un corpo invisibile che potremmo definire il gruppo, la comunità. Ma ciascuno è per dove vive e a noi questa proposta pare davvero coraggiosa e per pochi. Ma non per nessuno, se è vero che è decollata con esiti positivi.

Per capire meglio: http://www.comune.torino.it/pass/salute/2015/03/26/le-famiglie-che-adottano-i-malati-mentali-“scelta-che-migliora-la-vita”/

 

Ecco la presentazione diretta dei gestori del servizio:

Il Servizio IESA (Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti) dell’ASL TO3 da 21 anni si pone come obiettivo principale quello di fornire una risorsa abitativa a persone in temporaneo disagio, all’interno di nuclei familiari di volontari supportati da una équipe di professionisti. Tale inserimento consente di restituire all’utente un ruolo sociale, affettivo e relazionale, stimolando le capacità residue in favore di una maggiore autonomia.

Il modello IESA è uno strumento terapeutico e riabilitativo che, in linea con le direttive dell’OMS, valorizza l’ambiente familiare come promotore di salute, attraverso l’offerta di un’affettuosa accoglienza e un ambiente relazionale “normale”.

Per approfondimenti scientifici segnaliamo i testi del Dott. Gianfranco Aluffi “Dal manicomio alla famiglia. L’inserimento Eterofamiliare supportato di Adulti sofferenti di disturbi psichici” Edizioni Franco Angeli, 2001, “Famiglie che accolgono. Oltre la psichiatria” Edizioni Gruppo Abele, 2014 e la rivista scientifica europea sullo IESA “Dymphna’s Family” la cui redazione ha sede proprio nei locali del Servizio IESA ASL TO 3 a Collegno. Di seguito i link dei primi due numeri:

https://issuu.com/dymphnasfamily/docs/dymphnas_family_web

https://issuu.com/dymphnasfamily/docs/dymphnasfamily_01_18

 

Infine, alcuni video di testimonianze vive:

https://www.youtube.com/watch?v=9ErKAeY-J0c&t

https://www.youtube.com/watch?v=dPNzivrS8tM&t

https://www.youtube.com/watch?v=7SVdd-cUst0&t